Trimestrali tech, timori sugli investimenti in intelligenza artificiale e petrolio in rialzo hanno pesato sui mercati di giovedì 22 ottobre. Lo spread Btp-Bund è chiuso a 126 punti.
Giovedì 22 ottobre il FTSE MIB ha chiuso a 48.383 punti, in calo del 2,54%. Secondo l’ANSA, hanno pesato i primi conti trimestrali del settore tecnologico, che hanno fatto crescere i dubbi sugli investimenti in intelligenza artificiale, e il rialzo di petrolio e gas legato al conflitto in Medio Oriente e allo stretto di Hormuz. Le Borse europee hanno seguito Wall Street.
Nel resto d’Europa: Madrid −2,1%, Parigi −1,4%, Francoforte −1%, Londra −0,3%; l’indice europeo Stoxx 600 ha perso l’1,1%. Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni ha chiuso a 126 punti base, dopo aver toccato quota 130, con il rendimento del Btp al 4,59%.
Il Nasdaq ha perso il 2,60%, a 26.008,86 punti, la peggior seduta dal giugno scorso. L’S&P 500 ha ceduto l’1,21% (peggior giornata da luglio), mentre il Dow Jones è rimasto fermo (+0,02%). A guidare il ribasso sono stati i titoli tecnologici: Meta −7% per la spesa in AI e il piano di emettere azioni senza diritto di voto, AMD oltre −8%, Micron −6%, Nvidia −4%, CoreWeave oltre −10% per i timori sul costo del debito.
Quando le Borse scendono, di solito gli investitori comprano titoli di Stato, che sono visti come più sicuri. Il rendimento del Treasury americano a dieci anni è sceso di oltre 17 punti base, a 4,974%, il livello più basso da quasi un mese. Il Brent ha chiuso a 113,03 dollari (+3%), secondo Invezz.
Si parla di bear market (letteralmente “mercato orso”) quando un indice perde almeno il 20% rispetto al suo massimo. Giovedì lo ha fatto il CSI 300, l’indice delle maggiori società quotate in Cina: dopo dieci settimane consecutive di calo si trova circa il 20% sotto il picco di giugno. Pesano la mancanza di nuovi stimoli, con i tassi di riferimento sui prestiti fermi da 17 mesi, utili deboli come quelli di CATL e i timori sul commercio legato all’intelligenza artificiale.
Nel corso della giornata il Kospi sudcoreano ha perso il 2,56% a metà seduta e il Nikkei giapponese l’1,65%. Venerdì 23, secondo Il Sole 24 Ore, il Nikkei era a −1,7%, il Kospi a −2,4% e Shanghai a −1,3%, mentre Hong Kong era in lieve rialzo (+0,2%).
Lo spread e il rendimento del Btp misurano quanto costa allo Stato italiano finanziarsi sul mercato, e quindi quanto resta per il bilancio pubblico. Secondo Quotidiano Nazionale, tra i rischi che i mercati percepiscono ci sono le scadenze elettorali del 2027 in Francia e in Italia. Se una Borsa crolla per le azioni di poche aziende tech, secondo te riguarda davvero anche chi non investe?