Teheran rivendica gli attacchi e minaccia le basi americane. I registri marittimi non confermano. Intanto il petrolio è ai massimi da cinque mesi.
Giovedì 22 ottobre le Guardie della Rivoluzione (Pasdaran) hanno dichiarato di aver danneggiato sette petroliere in un solo giorno nello stretto di Hormuz, il bilancio più alto dall’inizio della guerra. Quattro navi sarebbero state colpite insieme nel Golfo Persico settentrionale, mentre le altre tre sarebbero finite su mine a ovest dello stretto. Teheran ha avvisato il Pentagono che, se le “provocazioni” continuano, la “risposta più ampia” colpirà le basi americane nella regione.
Donald Trump ha scritto su Truth che l’Iran cerca di far salire il petrolio prima delle elezioni di metà mandato e che “si inventano perfino colpi, mine e tutto il resto”. Ha sostenuto che oggi nello stretto passa più petrolio di prima della guerra.
I registri marittimi, per ora, non confermano la versione iraniana, e l’ufficio britannico che raccoglie le segnalazioni non ha pubblicato rapporti corrispondenti. Il comando Usa per il Medio Oriente ha detto questa settimana che “la stragrande maggioranza” degli attacchi è fallita, ma non ha ancora commentato le sette navi. Un attacco ha però affondato il 13 ottobre il portacontainer GFS Pride, battente bandiera di Singapore.
Lo stretto è di fatto chiuso al traffico ordinario dal 28 febbraio, data d’inizio della guerra. Secondo il comando americano, il blocco navale degli Stati Uniti ha fermato esportazioni di petrolio iraniano per 25 miliardi di dollari. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reso noto un piano in sette giorni, con la riapertura dello stretto al sesto e i negoziati al settimo, che secondo lui “resta sul tavolo”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso un cambio di regime in Iran, ma gli analisti citati da Al Jazeera dubitano che Israele possa far cadere il governo di Teheran.
Con il Brent a circa 112 dollari, rispetto ai 110 del giorno prima, il diesel e il carburante per aerei sono i prodotti più esposti. È la stessa pressione dietro la protesta dei camionisti. Il 29 ottobre i ministri dell’Energia dell’Ue si riuniscono per valutare tagli ai consumi, su proposta dell’Irlanda.
Nel frattempo si chiude oggi alle 13, salvo chiusura anticipata, il collocamento della settima tranche del BTP Valore con scadenza ottobre 2031. Giovedì alle 17:30 le richieste erano a 14,9 miliardi di euro, su 495.252 contratti: il dato finale non l’abbiamo ancora visto.
Israele. Si vota il 27 ottobre, per la sesta volta dal 2019. Netanyahu sfida i leader dell’opposizione, tra cui Gadi Eisenkot.
Cina. Un terremoto di magnitudo 7 in Tibet ha ucciso 16 persone, secondo l’agenzia Xinhua citata da Al Jazeera.
Serbia. Il 25 ottobre si vota per elezioni anticipate, con gli studenti che puntano alla vittoria.
Se l’Iran dice una cosa e gli Stati Uniti il contrario, a chi crediamo? Per ora i registri marittimi dicono che mancano riscontri indipendenti. Tu quanto ti fidi delle rivendicazioni di una parte in guerra?