L’inviato di Trump è stato ricevuto a San Pietroburgo con nuove proposte per l’Ucraina. Mosca libera un cittadino statunitense e annuncia il primo carico di diesel verso gli Stati Uniti.
Mercoledì 21 ottobre Steve Witkoff, inviato speciale del presidente americano Donald Trump, ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo. Il giorno prima aveva visto a Oslo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Witkoff ha detto di aver portato “alcuni documenti” con idee su vari elementi di un possibile accordo tra Russia e Ucraina.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha risposto che Putin esaminerà le proposte, ma che tutto dipende dalla disponibilità degli ucraini a impegnarsi per una soluzione pacifica.
Putin ha annunciato la liberazione di Stephen Hubbard, cittadino statunitense condannato in Russia con l’accusa di aver combattuto come mercenario a fianco dell’Ucraina. Secondo l’agenzia Tass, Witkoff ha ringraziato Putin per il gesto.
Putin ha detto che la prima nave con 40.000 tonnellate di gasolio per gli Stati Uniti lascerà la Russia entro due o tre giorni; un vice ministro russo dell’energia ha indicato giovedì come giorno di partenza. L’accordo sulle forniture era stato annunciato da Trump a inizio ottobre, dopo una telefonata con Putin. Il Tesoro americano ha concesso una deroga alle sanzioni valida fino al 7 aprile.
In un’intervista a Fox News, secondo RSI, Zelensky ha detto che l’Ucraina è pronta a congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte e ad aprire negoziati, per poi cercare garanzie di sicurezza da Stati Uniti ed Europa. Zelensky chiede un incontro a tre con Putin e Trump, formato che la Russia ha finora respinto, riferisce Just Security.
Nel frattempo continuano gli attacchi: la polizia ucraina parla di quattro morti nella notte per i raid russi su impianti energetici in quattro regioni.
Francia. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato un grande dispiegamento di forze di sicurezza, anche militari, per le proteste di sabato su caro vita e scuola.
Iran. Secondo Just Security, il presidente Masoud Pezeshkian ha detto che non ci saranno colloqui con gli Stati Uniti finché le richieste di Teheran non saranno soddisfatte. Il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha parlato di sette condizioni fissate a settembre per riaprire lo stretto di Hormuz.
Il diesel russo, lo stretto di Hormuz e il prezzo del petrolio sono legati allo stesso filo che abbiamo raccontato nell’articolo sul Brent. Oggi alla Borsa di Milano il FTSE MIB ha guadagnato l’1,17% a 49.644 punti, il greggio di New York era sopra i 97,5 dollari al barile e il rendimento del BTP decennale vicino al 4,6%.
Una trattativa che apre i rubinetti del diesel russo è una svolta o un favore a Mosca? Le posizioni sono opposte: Washington parla di cooperazione economica, mentre Kiev e gli europei temono che le sanzioni si allentino mentre la guerra continua.